I concorrenti di Suse

Quale distribuzione (distro) Linux usare? C’è per ogni gusto e tipo e qui tratteremmo solo il lato “utente” e non quello server:

OpenSuse

Iniziamo dalla nostra preferita. Era una azienda tedesca che poi diventa di proprietà della Novell, colosso informatico (una volta era più grosso della Microsoft) esso stesso ora poi di proprietà di un colosso d’investimento e ora MicroFocus un colosso della programmazione, era l’unico che aveva uffici anche in Italia e da qui la tradizione di un buon supporto italiano ed era la distro Linux più usata nel mondo! Poi erronee decisioni manageriali (che per me hanno il sapore del sabotaggio) hanno distrutto il tutto… ed ora è molto meno! Dato che la Novell collabora anche con Microsoft non è ben accetta da molti puristi, anche se è un vantaggio d’altro canto come integrazione con Win.

Possiede due rami, la SLE, che è venduta, e la Free: Dato che non ci sono grandi differenze hanno recentemente unito le due (tanto che avranno da ora in poi la stessa numerazione), solo che la SLE propriamente possiede un repo (repository) in pagamento e programmi (ad uso professionale) che la free non possiede.

Per OpenSuse, che è la versione completamente free e libera, esiste la Leap che sarebbe la “stabilissima” e Tumbleweed che è “l’aggiornatissima” per ogni gusto utente.

Il suo uso è semplicissimo dato che è nato per l’uso ufficio e quindi anche un “utonto” (utente tonto) può usare e specie se viene da Windows, ma questo non preclude che anche l’utente avanzato può “spremere” e sperimentare, tanto che può diventare con pochi “giri” un ottimo server e possiede un sistema d’installazione di prim’ordine.

Dispone di repo immensi (senza contare quelli esterni), ben più di 50’000 voci dove si può trovare qualsiasi programma e grazie al magico tool zypper installare anche con un click da browser tutto controllando tutto e configurando tutto. Usa anche l’efficiente RPM e da anni segue un accordo con Red-Hat e Mandrivia/Mageia (e derivate) per l’unificazione che rende intercambiabile gli RPM, quindi i programmi, tra le varie distro.

Grazie al tool Yast poi si può configurare di tutto (anche da linea di comando!), anche gli elementi server complessi (DNS, NAT, ecc.) e questo anche (webyast) via browser!

Usa di base per l’interfaccia grafica KDE5 e si può, anche in fase d’installazione, usare altre come Gnome e Xfce ed altre 30 varianti.

https://it.opensuse.org/Benvenuto_su_openSUSE.org

Da notare diverse derivate tra cui una con tutto incluso:

https://geckolinux.github.io/

e diverse varianti grazie al SuseStudio:

https://susestudio.com/browse

dato che potrei dire tantissimo ecco un articolo dedicato

Perchè Opensuse

Un difetto? Abbandono del 32Bit.

 

Arch Linux

Arch Linux è una distribuzione dedicata ad utenti che hanno già maturato una certa confidenza con sistemi Linux (esperti), e soprattutto con la linea di comando dato che è senza interfaccia grafica di base. Non per nulla è quella preferita da Licei e Università in Informatica come elemento di didattica e da qui il suo successo. Per questo diventa molto potente ed è questo, secondo me, che scippò l’utenza Gentoo orientata alla velocità o “smanettamenti”.

https://www.archlinux.org/

 

CentOS 

CentOS (Community enterprise Operating System) è una piattaforma di classe enterprise derivata da Red Hat Enterprise Linux. Però questa RHEL è rilasciata sotto licenza GPL e quindi, anche se è una distribuzione commerciale, deve rilasciare i sorgenti e una versione free, ovvero CentOS stesso. Le differenze essenziali sono dunque il mancato supporto ufficiale e la rimozione di vari loghi di Red Hat e vari marchi protetti da trademark. Si tratta quindi, di fatto, della versione gratuita di RHEL.

Viene usata per non pagare in molti casi la licenza Red-Hat, come test e simili, oppure studenti che si vogliono impratichire nell’uso server, ma con il tempo, dato la velocità, stabilità, ecc.. viene usata anche come distro per uso utente, anche se non è consigliabile per utenti inesperti.

Usa il sistema d’installazione RPM ma non possiede ancora la potenza zypper.

Da segnalare che c’è Xen4CentOS per l’uso virtualizzato XEN.

https://www.centos.org/

 

Damn Small Linux

È dannatamente piccola! Dedicata al PC con architetture x86 (minimo 486) senza grandi prestazioni, anzi minime: Occorrono solo 16 MB di RAM ed una periferica di archiviazione di 50 MB (di solito una chiavetta USB o una SD). Infatti Damn Small Linux può infatti essere eseguita non solo su disco rigido o CD-ROM, ma anche da chiavette USB o schede CompactFlash (SD) e persino dentro una scatola di compatibilità dentro Windows.
Eppure è dannatamente completa di tutto! Ambiente grafico compreso!!!

Include un browser, strumenti di produttività da ufficio, giochi e lettori multimediali ed il Desktop Environment Fluxbox. Il requisito minimo di sistema è un processore Intel 80486 con 16 MB di memoria RAM: ciò gli permette una esecuzione rapida in vecchi computer ovvero usata in ambito Trashware.

Usa i pacchetti apt come Debian (ma non deriva da Debian ma Knoppix) che consentono di avere buoni repo. Il suo concorrente diretto è Tiny Core Linux e SliTaz (CPU da i486 e 35MB RAM).

DAMS

http://www.damnsmalllinux.org/

 

Debian

Debian è una delle più anziane distribuzioni oggi ancora in uso essendo nata nel 1993 dal lavoro di Ian Murdock e volontari.Tra le caratteristiche di questa distribuzione c’è la rigidità riguardo la politica del software libero e la stabilità, questa politica viene criticata, dato che per garantire la massima stabilità intercorrono lunghi intervalli di tempo tra il rilascio di una versione e l’altra e le limitazioni di usare solo codice libero limita di molto le potenzialità dato che sei costretto ad usare software vecchio, ma soprattutto la semplicità d’uso ancorata al passato.

Per questo sono nate tantissime distribuzioni derivate che sono meno stringenti verso questi parametri permettendo un uso più razionale e semplice specie per i neo-utenti specie in installazione, anche se finora per me non siamo ad un buon livello nemmeno sulle derivate.

Peccato che anche queste distro derivate poi sono costrette ad usare APT e i pacchetti DEB che hanno forti limitazioni o librerie/concetti vecchie.

https://www.debian.org/index.it.html

 

Fedora

Fedora è un progetto storico sviluppata dal Fedora Project e sponsorizzata da Red Hat (ma indipendente) e questo non per niente ma perchè viene utilizzata come laboratorio sperimentale di funzioni che in futuro sono integrate in Red Hat.

Questo permette al utente Fedora di essere “un di più” rispetto agli utenti di altre distro, ma questo non è esente da problemi di gioventù di molti parti di esso anche se ultimamente è estremamente stabile.

E’ una distribuzione molto veloce e semplice da utilizzare ed aggiornare, caratteristica principale per rendere un sistema operativo user-friendly, anche se qualche tools in più non guasterebbe al neo-utente. Essendo derivata diretta Red-Hat, permette di sperimentare, testare, imparare come CentOS il sistema Red-Hat.

Usa il sistema d’installazione RPM ma non possiede ancora la potenza zypper. Usa come base Desktop Gnome e usa Docker.

https://getfedora.org/it/

 

Gentoo

Questa distribuzione è famosa per essere ultra-veloce con pochissima memoria e completamente personalizzabile e configurabile in ogni suo aspetto.

Il trucco è il sistema di gestione dei pacchetti Portage, infatti, consente di installare le applicazioni compilandole dal codice sorgente e quindi si “plasmi” all’hardware sul quale è installato, sfruttandone al massimo le prestazioni. Per questo in installazione bisogna scegliere la versione Gentoo specifica per la CPU del PC e conoscere bene le sue caratteristiche hardware.

Ovviamente, essendoci spesso la necessità di compilare cosa facile per un programmatore, ma non è adatta ai novizi di Linux, specie durante l’installazione lunga e complessa. Poi non dispone di molte utilità care al neo-utente! Infatti è usata spesso in ambito scientifico e tecnico-ingegneristico per le sue qualità.

Per questo che son nate parecchie distro derivate come l’Italianissima Sabayon che parte come una distro “normale” ma permette (se uno vuole di più) di compilare successivamente le varie parti (anche in automatico oppure pappa-pronta) e dispone di utilità anche per il neo-utente.

https://www.gentoo.org/

 

Mageia

Nata da Mandrivia che prima si chiamava Mandrake che è nata come derivata da Red Hat, si è chiaramente distinta già come libera, efficiente, stabile ma molto user-friendly ovvero facile per i neo utenti.

Chiaramente una distro per principianti e uso ufficio, come Suse però permette di essere molto modificabile anche per gli esperti. Possiede un “manager” simile al yast di OpenSuse anche se meno potente, per questo la consiglio come 32bit dato che il mio Suse abbandona il 32bit.

Come derivata Red-Hat si porta dietro l’efficiente RPM e la sua struttura, tanto da usufruire (come Suse) di un vasto numero di pacchetti software anche se per ora abbisogna in certi casi di aggiustamenti. Va detto però che abbisognerebbe di qualche utilità in più per i neo-utenti anche se è molto di più user-friendly di Fedora.

Usa come Desktop il KDE4 per il 32bit e KDE5 per il 64bit anche se si dispone di altri DE o WM.

https://www.mageia.org/it/

 

Sabayon

Sabayon è un progetto dell’italiano Fabio Erculiani. Il nome deriva dal dessert zabaione. Questa distro è basata su Gentoo, un sistema stabile e qui anche facile da configurare e usare.

Infatti l’intento di Sabayon è proprio quello di rendere questo sistema più semplice ed adatto anche ad utenti non molto esperti specie di Gentoo. Questa distribuzione è particolarmente orientata verso l’aspetto grafico, per questo dalla prima installazione sono disponibili i driver open source per schede Nvidia ed ATI con l’accelerazione hardware delle stesse schede, con ambiente grafico KDE (5) ultimo tipo.

La sua filosofia si basa su due semplici concetti:

  • Funzionalità OOTB (Out Of The Box): tutto installato e funzionale.
  • KISS: Keep It Simple Stupid!

Dato che si basa su Gentoo, si può perfezionare il sistema tramite una compilazione più “stretta” dei vari pacchetti fin il Kernel che velocizza al massimo il PC fin livelli da Formula Uno.

L’unica cosa seccante che malgrado sia italianissima (del Trentino-Alto Adige) è tutta in inglese???

https://www.sabayon.org/

 

Slackware

Questa versione è nata lo stesso anno di Debian, nel 1993, da Patrick Volkerding, ma non possiede nulla in comune. Suse all’inizio era una derivata Slackware ma poi decise di armonizzarsi con Red-Hat.

Slackware tende ad essere “snella ed elegante“, nel senso che evita di fare inutili giri di sistema per fare le stesse cose di altre distro (da qui anche molto più veloce e della poca memoria usata) e utilizzando semplici strumenti di configurazione da linea di comando. Il sistema di gestione di pacchetti è PkgTools che, seppur semplice da utilizzare, non è in grado di soddisfare automaticamente le dipendenze, deficit che non verrà sanata per via della dittatura dello stesso Patrick Volkerding.

Distro non consigliata per i neo-utenti (ma per chi vuole imparare oppure chi possiede già un poco di pratica), però base di altre distro specie quelle per PC vecchiotti come Puppy Linux che vedono proprio di saltare la “dittatura”. Ma perchè non vi domandate chi è quell’uomo con la pipa???

http://www.slackware.com/

 

Ubuntu

È realizzata da una azienda sud africana chiamata “Canonical”: Il motto “Linux for human beings” sta ad indicare che Ubuntu è destinata a tutti gli esseri umani, ossia offre un sistema user-friendly facile da usare anche per chi è completamente estraneo all’ambiente Linux, peccato che derivando da Debian (anche se oramai si discosta) si porti dietro “consuetudini” (“usare linea di comando”, “niente tools”,”apt”, “.DEB”, ecc.) che rendono il novizio rapidamente soffrente… Il bello è che Ubuntu significa in lingua africana, “umanità verso gli altri”.

Esistono molte versioni derivate da Ubuntu che prendono nome dal diverso ambiente desktop installato di default, ossia Kubuntu (KDE) e Xubuntu (XFCE), ecc. , dato che il suo Unity è difficilmente “digeribile”, tanto che ora torna al Gnome3.

Forse abbandona il 32bit.

Possiede una fortissima evangelizzazione, ovvero pubblicità di altri utenti, ma appena “gustano” un’altra distro scappano da Ubunto il guaio è che quando sento “provai Linux ma che schifo” alla mia domanda che distro la risposta è sempre “Ubunto”… Che peccato! In effetti un altro suo guaio è anche che non è propriamente un modello di stabilità, questo perchè dovettero colmare il gap (distanza) che si porta dietro Debian come aggiornamenti.

Insomma non la consiglio minimamente al neo-utente e soprattutto da chi viene dal mondo Windows! Malgrado questo è sempre nei primi posti di graduatoria delle distro Linux, penso però solo per via della evangelizzazione.

Ultimamente però gli stessi evangelizzatori si sono arrabbiati proprio per alcune scelte puramente commerciali molto lontane dal concetto GNU ma vicine alla filosofia Microsoft.

http://www.ubuntu.com/

 

Mint

Linux Mint è oggi la distribuzione Linux più usata al mondo, sviluppata per migliorare Ubuntu e devo dire che hanno lavorato parecchio. Utilizza il repository di Ubuntu, ma ha propri desktop diversi da Unity.

Ripeto: Linux Mint non è un Ubuntu con diverse applicazioni e/o desktop, ma un progetto con una propria identità separata, più facile da usare e più completa grazie anche all’inclusione dei codec multimediali e molte utilità e secondo me, molto più stabile. Come Ubunto però è anche derivata Debian.

http://www.linuxmint.com/

 

Puppy Linux

Puppy Linux è la distro più piccola che c’è senza compromessi (con compromessi c’è di più piccolo), esistono tre versioni di cui quella migliore è basata su Slackware, che è molto più facile da usare e installabile addirittura su una penna USB. Una versione Debian-derivata con diversi problemi e poi una derivata Slackware che è proprio il vero Puppy.

Inoltre esistono altri diversi Puppy derivati, ognuno per ogni bisogna!!! Specie un eepc!!

Puppy Linux può essere usata per far tornare buono un vecchio computer, come sistema operativo portatile oppure come sistema d’emergenza da usare per salvare i dati, ma non toglie anche di usarlo su un super-PC dato che veloce, affidabile e abbastanza semplice da usare ed inoltre veramente completa.

Usa di base come “desktop” JWM e prima IceWM che hanno lo stile “window”.

http://puppylinux.org/main/Overview%20and%20Getting%20Started.htm

 

Mepis

Altra derivata Debian (Stable) che poi è derivata da Ubunto. La caratteristica è  che Mepis (lanciata nel 2003 da Warren Woodford) è stata originata dalla fusione fra Debian “Sid” e Knoppix.

È semplice e completa per uso personale.

Il successo di Mepis è stato (adesso è in discesa come gradimento) sicuramente l’aver compreso per primo anche pacchetti non liberi come il plug-in per Flash, la Java Virtual Machine, diversi codecs multimediali e soprattutto il riconoscimento hardware di tutto rispetto, tanto che riesce a riconoscere anche parecchi “winmodems” e include diversi strumenti grafici per l’amministrazione. Usa l’ambiente grafico KDE.
http://www.mepis.org/

 

Knoppix

Creata da Klaus Knopper, comprende un sistema avanzato di riconoscimento hardware, che le permette di essere lanciata su quasi tutti i sistemi con architettura x86; questa sua caratteristica ne fa uno strumento usato diffusamente per il recupero di sistemi danneggiati e/o compromessi.

Comunque, sebbene Knoppix sia una distribuzione nata principalmente per essere utilizzata come Live CD, può anche essere installata su hard disk come un normale sistema operativo.

Un file system compresso cloop consente la memorizzazione di quasi 2 gigabyte di software libero in cd-rom da 700 megabyte, includendo dunque numerose applicazioni per l’ufficio, per la rete e per gli utilizzi più disparati. La compressione piuttosto che rallentare l’avvio delle applicazioni sembra velocizzarlo, superando il collo di bottiglia della lettura da cd-rom, riducendo infatti la quantità di dati da leggerne.

Nelle versioni più recenti è stata introdotta la possibilità di installare ulteriori pacchetti software direttamente da internet sempre in modalità live grazie all’integrazione di un nuovo tipo di filesystem, denominato UnionFS, che effettua appunto l’unione delle differenze tra il filesystem del cd-rom, compresso e di sola lettura, con il filesystem caricato nella memoria RAM e utilizzabile in lettura e scrittura.

Altra bellezza è che parte con questa configurazione:

  • Microprocessore Intel-compatibile (i486 o successivo);
  • 32 MB di RAM per la modalità testuale, o almeno 96 MB per la modalità grafica con LXDE. Per utilizzare i vari programmi di produttività sono consigliabili almeno 128 MB di RAM;
  • Un lettore CD-ROM;
  • Una scheda grafica standard compatibile SVGA;
  • Un mouse (interfaccia serial, PS/2, IMPS/2 o USB).

http://www.knopper.net/knoppix/index-en.html

 

OpenMamba

OpenMamba Linux (detto “Mamba”) è una distribuzione (da Intel compatibili i586) completamente ITALIANA (forse l’unica rimasta) e non deriva da altra distro. Funziona come un CD live installabile, che offre out-of-the supporto immediato per i driver grafici proprietari e schede di rete wireless, una vasta gamma di codec multimediali e 3D desktop con KDE.

La distribuzione, che ha radici nel progetto QiLinux (oramai interrotto), utilizza APT per RPM e Synaptic come i suoi strumenti di gestione dei pacchetti.

OpenMamba è un sistema dalla grande usabilità, già a partire dall’avvio. L’assenza di troppe scelte, la lingua italiana di default e la rapidità di caricamento, ne fanno una distribuzione che mette a proprio agio qualsiasi utente italiano, come la disposizione delle icone sulla scrivania, il loro numero circoscritto, la chiara indicazione del loro scopo, aiutano l’utente ad avere le idee chiare e il menu principale è ben suddiviso e le varie voci sono tutte provviste di opportuno indicatore di finalità.

Veloce, rapida, anche facile da usare: Openmamba è utile e usabile anche in versione live ed è utile anche per il recupero di dati da sistemi in avaria.

http://openmamba.org/it/

 

Ciaooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo

 

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