Come aggiornare OpenSUSE

Vi vi spiego vari sistemi d’aggiornamento OpenSUSE…

Se cercate l’aggiornamento e istallazione delle lingue guardate qui:

Cambiare lingua in Suse

 

Zypper UP o DUP

Da Terminale (come Root) potete aggiornare con il comando zypper.

Vi rimando alle altre mie pubblicazioni,

http://trucchisuse.altervista.org/blog/tag/aggiornamento/

Sostanzialmente, zypper up aggiorna il sistema & programmi  dai sui repo dove son stati presi, mentre zypper dup se trova un repo che possiede qualcosa di più aggiornato in un altro repo allora lo prende da quello. Esempio se abbiamo installato Gimp dal repo “SUSE standard” con zypper up controllerà che esista una versione di Gimp più aggiornata solo sul repo “SUSE standard”, mentre con zypper dup se lo trova più aggiornato su “Packman” allora installerà l’aggiornamento da quel repo.

Il zypper dup fa anche altro, riassetta tutte le librerie collegate, quindi quelle non più necessarie le elimina. Ecco perchè è nata l’usanza di fare :

sudo zypper dup --no-allow-vendor-change

In questo caso si comporta come zypper up, ma effettua anche un riordino/pulizia rispetto i pacchetti che installa.

Sarebbe da proporre un (esempio) zypper xup al programmatore di zypper, dato che la stringa è complicata, che ne dite???

Un altro trucco è quando si presenta con altri installatori (dato che si appoggiano allo Zypper) :

OK, provato, continua a darmi “Signature verification for repository openSUSE Tumbleweed failed “
Il problema lo ho solo con discover e con il gestore aggiornamenti di kde. Da terminale e da yast riesco ad installare programmi. Devo solo capire se ho problemi con gli aggiornamenti, perché da ieri che l’ho installato, ancora non ne ho avuti

In questo caso per risolvere:

zypper clean --all
poi dai:
zypper --gpg-auto-import-keys ref

Comunque li potete mettere in uno script, magari questo:

Fare update con script su OpenSuse

 

 

Discover

Discover è una utilità di KDE per aggiornare i programmi, ma anche per installarli (anche se preferisco altri sistemi dato che è poco comunicativo di quello che fa) e anche per installare i temi, faccine, plasmoidi,  ecc. ecc. ecc.

Per Discover leggete qui:

Discover KDE in OpenSuse

 

Flatpak

Flatpak è un innovativo sistema d’installazione e aggiornamento per programmi in una “scatola di controllo”, ovvero un dispositivo per garantire la massima sicurezza ma anche tante nuove possibilità.

Per Flatpak leggete qui:

Flatpak

Yast

Pochi sanno che si può lanciare un aggiornamento da Yast-> Gestione pacchetti come in figura

Yast gestione pacchetti

Gestione pacchetti: Menu-> pacchetti -> tutti i pacchetti -> ->Aggiorna i pacchetti alla nuova versione.

Nota: Non fate la voce sotto altrimenti reinstalla TUTTI i pacchetti!

Consiglio: Metto qui nel menu->Opzioni

– (non ceccato) NON far vedere i pacchetti di devel
– (non ceccato) NON far vedere i pacchetti di debug
– (ceccato) Verifica sistema Attivo
– (ceccato) Pulitura quando elimini i pacchetti Attivo
– (ceccato) NON permetto il cambio fornitore

++–

Potete anche ricercare un pacchetto e decidere (la voce diventa blu se esiste una nuova versione e rosso se non trova dove aggiornarlo) se questo lo volete aggiornare, reinstallare o altro.

Installatevi

yast2-online-update-configuration

Che permette di gestire la configurazione delle pach di OpenSuse.

One-Click

One-Click chiamato anche 1-click ecc.., permette tramite il sito di Suse:

https://software.opensuse.org/

Di installare di tutto grazie alla moltitudine dei sui pacchetti, basta sceglierne uno (aiutati dalla “search”, poi cliccare sull’immagine del bottone “Direct Install” (per l’istallazione consigliata) oppure su uno dei bottoni “1 Click Install”, che magicamente la vostra SUSE avvierà un processo d’istallazione , scaricando il pacchetto per la vostra versione di OpenSUSE e installandolo direttamente  (anche aggiungendo un repository se necessario, il tutto con una comoda interfaccia.

Apertura con firefox di One Click
Apertura con firefox di One Click
One-Click Install: aggiunta automatica del repository per Amarok
One-Click Install: aggiunta automatica del repository per Amarok
One-Click Install: selezione automatica di Amarok tra i programmi da installare
One-Click Install: selezione automatica di Amarok tra i programmi da installare

Come è possibile? L’idea era venuta vs. i creatori di Linux Lindows (poi comperata da una associata MS per eliminarla dal mercato, ma è una lunga storia) che inventarono il protocollo mp poi diventato ymp (la y è per Yast quando riprese il progetto, il programma si chiama OCICLI) che definisce in una struttura XML (un modo standard per descrivere i dati da usare) cosa deve scaricare se il PC è di quella versione e di quel sistema operativo, ecc.. (la versione completa aveva anche un analisi dei componenti hardware per capire cosa scaricare esempio dei driver video che scheda usavate, in OpenSUSE no) . OCICLI prende in consegna questo XML in formato ymp (tanto che l’estensione è .ymp) e prepara cosa scaricare e installare fornendolo al programma dedicato (in OpenSUSE una parte di Yast) per questo e quindi agevolando il tutto!

OCICLI è un progetto libero, quindi si può implementare anche in altre distribuzioni Linux se non addirittura in altri OS. Malgrado che sia una idea geniale però è snobbato da altri Linux e non capisco il perchè..

Lo si trova qui:

/sbin/OCICLI

Come parametro richiede solo il link (URL) al XML con estensione .ymp . Da riga di comando offre meno opzioni.

RPM

Ovvio che tutto questo è possibile con un sistema d’installazione inventato dalla Red-Hat chiamato RPM. In effetti il nome completo è Red Hat Package Manager.

All’inizio era mezzo proprietario per questo fu creato il sistema DEB in uso su Debian e derivati che però considero meno potente. Adesso è in consegna ad una associazione libera la RMP.org . Questa organizzazione cura tutti gli aspetti tra cui documentazione, struttura dei pacchetti, ecc. ecc. tanto che stabilisce anche standard come si devono chiamare i pacchetti e dove standar-mente devono essere messi, ecc. ecc. ecc.

È presente nelle distribuzioni linux basate e derivate da Red Hat Linux, e vede tra i suoi principali utilizzatori altre distribuzioni come Fedora, derivata da Red Hat, Mandriva, SuSe, OpenSUSE e loro derivate. Inoltre è usato sui dispositivi Smartphone che montano i sistemi operativi Tizen e Sailfish OS.

-Vantaggi

  • Un metodo uniforme per installare i pacchetti e tenerne traccia, anche riguardo ai file che un pacchetto dissemina nel sistema.
  • Semplicità nella disinstallazione dei programmi, anche per utenti inesperti.
  • Popolarità: vi sono migliaia di pacchetti disponibili, anche se spesso essi devono essere ricompilati per funzionare in altre distribuzioni.
  • Installazione non-interattiva: rende facile l’installazione automatica.
  • L’inclusione dell’archivio originale dei sorgenti (ad.es. *.tar.gz, *.tar.bz2), rende facile la verifica del loro CRC.
  • Verifica crittografica con GNU Privacy Guard (GPG) e md5.
  • I pacchetti Delta RPM, che sono l’equivalente per gli RPM di un semplice file di “patch“, si combinano da soli con gli RPM installati per eseguire aggiornamenti del software che venne installato tramite RPM. Questo è un modo molto più conveniente di aggiornare il software installato tramite RPM, dal momento che i DeltaRPM non necessitano del pacchetto originale per eseguire l’aggiornamento.
  • Gestione delle dipendenze: un pacchetto non può essere installato se non sono presenti quelli necessari al suo funzionamento e non può essere disinstallato se è necessario al funzionamento di altri.
  • Le dipendenze verificate sono sui singoli file, ciò rende più semplice l’utilizzo di pacchetti di terze parti.
  • Non  hanno cambi nel formato del pacchetto che li rendono incompatibili retroattivamente, come altri formati.
  • Hanno spesso una documentazione completa e aggiornata.
  • La comprensione da parte dell’utente, degli aspetti del “packaging” ha tipicamente una curva di apprendimento ripida.
  • Non possono essere spacchettati con programmi ordinari, come avviene con i pacchetti “deb” e “tgz“, dal momento che il file sorgente “tarball rpm” include uno script di shell – rpm2cpio.sh – che estrae la parte di archivio cpio dallo “rpm” utilizzando i tool di Unix od, expr, dd e gunzip. Questo evita molti problemi di sicurezza.
  • Elenca i problemi di dipendenza menzionandoli come “dipendenze per file” e non come dipendenze del pacchetto (quindi dove punterà?) che contiene questi file. Mentre la dipendenza del pacchetto è cura del registro del programma d’installazione.

Il sistema degli RPM è stato lodato per la sua attenta coerenza nel nominare i pacchetti (possiede una organizzazione specifica) e nell’evidenziarne il contenuto, cosa che può rendere la gestione delle dipendenze automatiche abbastanza facile. Questo grazie alla coordinazione nella nomenclatura tramite la Org, diffusa tra le maggiori distribuzioni Linux che utilizzano i pacchetti RPM, come ad esempio Red Hat Linux, SUSE, e Mandriva Linux.

-Difetti

È odiato da chi usa deb tanto che si inventano pure le balle.

 

Altri

Esistono anche altri, come il sistema per Gnome ma per adesso mi fermo qui, vedete da voi le mille possibilità d’istallazione!

 

 

ciaoooooooooooooooooooooooooooooooooooooo

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